Quesito / Gli incapienti

3 ottobre 2017

Nel linguaggio tributario è incapiente chi, generalmente per effetto di redditi molto bassi, risulta non avere imposta a debito trovandosi quindi nella condizione di non poter utilizzare tutte le detrazioni d’imposta teoricamente spettanti. Il principio è molto semplice, le detrazioni di imposta nella maggior parte dei casi possono operare solo diminuendo l’imposta dovuta e se l’imposta è zero le detrazioni residue non apportano alcun beneficio. Su questa questione si discute spesso nel merito in quanto in questi casi, degni di specifica tutela in quanto si parla generalmente di redditi bassi, si potrebbe normativamente prevedere la trasformazione delle detrazioni inutilizzate in credito d’imposta, ma queste sono scelte di politica fiscale che raramente, allo stato attuale, vengono compiute. Nel caso prospettato nel quesito è importante capire, anche se francamente è complicato, se nel corso del periodo di durata dell’agevolazione, generalmente 10 anni, ci sarà imposta dovuta da abbattere con le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie. Se così non fosse negli anni ad imposta zero l’agevolazione fiscale sarebbe di fatto inutilizzabile. Vediamo un semplice esempio. Supponiamo che un professionista nel 2016 abbia realizzato un reddito da professione di euro 4.500. Non essendoci altri valori imponibili per l’anno in questione il reddito complessivo tassabile è di euro 4.500. Su tale reddito si applica un’aliquota del 23% per cui l’Irpef lorda dovuta ammonta ad euro 1.035. I professionisti hanno diritto ad una detrazione, prevista specificamente per i redditi da lavoro autonomo, che in questo caso ammonta ad euro 1.104. L’Irpef netta, che è data dalla differenza tra l’Irpef lorda (euro 1.035) e tutte le detrazioni teoricamente spettanti (in questo caso euro 1.104), ammonta a zero in quanto la sola detrazione per lavoro professionale è superiore all’Irpef lorda rimanendo cosi in parte inutilizzata. Eventuali ulteriori detrazioni spettanti (per interventi di ristrutturazione, per spese mediche, per famigliari a carico ecc.) non apporterebbero quindi alcun beneficio fiscale. L’esperienza quotidiana dimostra che casi di questo genere sono frequenti per cui prima di fare investimenti importanti a cui sono collegati vantaggi fiscali rilevanti è assolutamente auspicabile, per quanto possibile, pianificare l’operazione anche mediante un calcolo fiscale preventivo.